La Spada di San Giorgio
Schnütgen Museum, Köln, inv. G 494 a, b.
105x17,5x2,4 (spada), acciaio, argento dorato e smalti, già argentata (Silberschmeltz)
Fodero in legno, cuoio, sulle parti metalliche del fornimento 'IHS' e 'XPS' in minuscola lombarda.

La spada, nata nelle steppe, secondo la maggior parte degli studiosi, e come la visualizziamo secondo l'immaginario collettivo, è senza dubbio lo strumento guerriero principe legato ad ideali propri della civiltà occidentale. La spada, arma nobile per eccellenza, aveva visto la sua definitiva affermazione simbolica nel corso delle crociate. A ciò avevano contribuito più fattori, inclusa la stesura di veri e propri trattati, come Il libro dell’Ordine della Cavalleria, di Raimondo Lullo (c. 1275) o come la Summa de vitiis di Peraldo (c. 1236), che nell’analisi simbolica della pugna spiritualis, giungevano a istituire una puntuale serie di rimandi tra le virtù da opporre al male e le varie parti dell’equipaggiamento del cavaliere.
Tali rimandi non erano certo nuovi: la personificazione della Giustizia manterrà la sua iconografia sino ad oggi - la spada sguainata- mostrata nel suo piatto (dunque in modo autorevole ma non minaccioso) ma levata perché pronta all'uso. La sua compagna, la Fortezza (o meglio Fortitudo che non è esattamente la stessa cosa), apparirà per lo più provvista di scudo e di mazza nel Medioevo, per divenire, nel Rinascimento, una figura simbolica che è interpolazione tra la figura di Ercole e quella di Pallade Atena.
Se le variazioni nell’ambito della simbologia sono quanto mai affascinanti e non certo affidate al caso od all’estro degli artisti, non c’è dubbio che la spada resta nel tempo l’arma con cui si giustiziano i nobili, le persone di alto rango e perfino i Santi. Quando anzi si vuole alludere, all'ingiustizia dell'esecuzione, si sostituisce l’arma cavalleresca a due taglienti con la ‘scimitarra’ (da sciamscir, termine che indica, alla persiana e a partire dal Cinquecento, l’arma curva).
Le radici in cui affonda la lunga storia simbolica della spada in Occidente, risalgono al tardo antico o almeno al periodo longobardo e franco se si vuole ricercare una più sicura base documentaria e testuale su cui proporre l'analisi storica.



San Giorgio (Cappadocia c. 270-280, Lydda m. 303)

Stando alla 'Leggenda aurea' di Jacopo da Varagine San Giorgio sarebbe un santo martirizzato da Diocleziano. Nato da famiglia di nobili origini fu educato alla fede cristiana.Viene popolarmente raffigurato come il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede che trionfa sul diavolo. Fu decapitato dopo un lungo e cruento martirio. Le sue reliquie furono traferite da Lydda (Lod in Israele) in occidente: il cranio è conservato in San Giorgio in Velabro a Roma, mentre le braccia a Ferrara ed a Venezia. Il santo è patrono di vari ordini cavallereschi e in genere dei militari e dei guerrieri, ma anche ovviamente di Ferrara e Venezia. A Siena è naturalmente connesso con la vittoria di Montaperti ed a settembre veniva ricordato con giochi. Si può affermare con ragionevole margine di certezza che la fortuna sia devozionale che iconografica del santo, sia dovuta principalmente alla sua stretta connessione immaginifica con la auto rappresentazione della classe dominante dei milites; proprio a questo fatto dobbiamo anche la grande varietà di presentazioni diverse dal punto di vista dell'armamento, tali da consentire in genere una facile assegnazione ad aree precise di queste raffigurazioni, per altro sempre attentamente aggiornate sulla moda guerresca del tempo. L'immagine abitualmente proposta di San Giorgio, contempla sovente la presenza dello scudo, su cui, in modo ricorrente, compare la croce rossa in campo bianco (od argento), che a tutt'oggi le popolazioni cristiane e non identificano con l'insegna dei crociati. Malgrado dunque la storia del santo martire di nome Giorgio si connetta con un'epoca ben più remota, la sua immagine ha vissuto in qualche modo di vita propria divenendo di fatto un'icona profana ed una proiezione consacrata, della casta cavalleresca e gentilizia sino a tempi recentissimi.


Articoli allegati

• La Spada di San Giorgio - articolo di Mario Scalini (pdf)
• San Giorgio - articolo di Mario Scalini (pdf)
• Le Spade - articolo di Mario Scalini (pdf)