Introduzione

L’Archivio Bianca e Blu di Monica Bolzoni è costituito da materiale di diversa tipologia raccolti e conservati dalla stessa designer durante gli anni dell’attività imprenditoriale, che va dal 1981 al 2011 e dell’attività didattica presso varie università dal 2005 al 2013.

Inizialmente si è proceduto ad una ricognizione sommaria dell’archivio costituito da abiti e accessori,  cartoni e veline, libri e riviste oltre ad una notevole quantità di album all’interno dei quali la designer ha raccolto materiale documentario di varia natura come disegni di modelli, fotografie, progetti, studi di stampe, corrispondenza, ritagli di giornali o riviste ecc… Gli album sono dei raccoglitori con piatti di cartone rigido foderati esternamente in pelle nera sul cui dorso è riportato il titolo mentre il materiale documentario è inserito dentro buste trasparenti tenute da molle metalliche.
Gli album sono stati tutti inventariati e verificati nel contenuto, e infine  si è proceduto a una loro 
parziale digitalizzazione insieme ad una selezione di abiti e accessori rappresentativi del lavoro della designer.
In fase di digitalizzazione il materiale degli album, tipologicamente diversificato, è stato raggrupparto in una serie di tipologie ed oggetti funzionali alla ricerca che può essere fatta anche per album o libera.

Il codice che contraddistingue il file digitale si compone di tre cifre 250_1_2. Il primo numero corrisponde al codice di inventario dell’album, il secondo si riferisce alla posizione della busta trasparente dentro la quale il documento è stato rinvenuto, mentre l’ultimo indica l’ordine secondo il quale il documento si trova rispetto ad altri nella stessa posizione.

Per ogni documento digitale sono stati riportati i seguenti dati: codice di inventario, denominazione del fondo, tipologia e oggetto, misure, stato di conservazione e una breve descrizione. La maggior parte dell’archivio digitale è liberamente consultabile mentre una parte dei esso è stata posta in una sezione ad accesso riservato per visionare la quale è necessario richiedere autorizzazione alla Soprintendenza.