Introduzione

 

La Soprintendenza per i beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le provincie di Siena e Grosseto, ha ricevuto in dono, nel 2013, alcuni capi ”vestimentali” realizzati da Monica Bolzoni durante la sua non breve opera creatrice. Se di moda in senso stretto non è corretto parlare per l’attività svolta col marchio Bianca e Blu, rilevato e sviluppato per l’implicita idea di semplicità e freschezza richiamata, va però segnalato come la Bolzoni abbia inteso dar vita a capi ed accessori che, pur lasciando ampio spazio all’inventiva ed all’accostamento ad altro, da parte dei fruitori, finissero per dare, di per sé un segnale di design minimalista, spesso, al meglio allineato con i tempi.

 

Accogliere oggetti legati all’abbigliamento ed al corpo in un contesto museale, contrapponendoli ad antiche reliquie della nostra cultura materiale e perfino a capolavori assoluti destinati alla venerazione culturale e più tardi estetica di contemporanei e posteri, è una operazione non nuova ma certo innovativa.

 

L’obiettivo fondamentale è quello di far riflettere il pubblico sulla interrelazione da sempre esistente tra manufatto ed uso, in ogni settore, evidenziando sino a che punto possa risultare oscurantista e miope una visione che gerarchizzi in qualche modo la creativitità umana.

 

Il finanziamento ministeriale che ha consentito la digitalizzazione di una parte significativa e selezionata dell’archivio di Monica Bolzoni, consentirà ai giovani, sia di Siena che di altri luoghi che avranno interesse per questa attività creativa, di esplorare anche da “remoto”, le tappe di una carriera tanto singolare, quanto varia, di uno dei protagonisti della moda italiana.

 

Il Soprintendente

Mario Scalini