Introduzione

In questa ultima sezione digitale dedicata al design di BIANCA E BLU sono stati inseriti una cernita di ppt, video e testi appartenenti all’archivio di Monica Bolzoni.

 

I primi documenti illustrano la collaborazione con gli artisti visivi – Vanessa Beecroft, Letizia Cariello e Cesare Viel – e con il teatro d’avanguardia dei Fanny & Alexander.
Al progetto d’arte di Vanessa Beecroft, la designer ha dedicato un guardaroba personalizzato – abiti e lingerie in materiali come il jersey e il collant – destinato alla messa in scena di una serie di performance. Per VB 15 (Fondation Cartier, Paris 1995) la designer ha creato cappottini di panno lenci beige con dettagli tagliati a vivo – questa lavorazione diventerà un must tecnico anche per le sue collezioni in jersey. In VB 16 (Deitch Projects, N.Y. 1996) ai capi, già realizzati per la prima performance, viene aggiunta una lingerie invisibile ricavata dalla scomposizione del modello di un collant di nylon. Il modulo dedicato alla lingerie è stato declinato in diverse versioni per le successive performance VB 17 (“The Factory”, Athens School of Fine Arts, Atene 1996), VB 18 (Capc Musée d’Art Contemporain, Bordeaux 1996), e VB 19 (The Renaissance Society, University of Chicago, Chicago 1996). Per la performance VB 20 (Institute of Contemporary Art, University of Pennsylvania, Philadelphia 1996) Monica Bolzoni ha realizzato una collezione di bikini in jersey tecnico laccato nei colori della bandiera americana. Con la performance VB 21 Gruppo di famiglia in un interno (Galleria de Carlo, Milano 1996) si conclude il progetto modulare di capi e colori, creato progressivamente con aggiunte e sovrapposizioni, fino a costituire un guardaroba completo di abiti e trench maschili e femminili.

 

Il sodalizio tra moda design e arte si è riproposto con Letizia Cariello. In occasione della rassegna Le opere e i giorni (Certosa di San Lorenzo, Padula 2002), l’artista ha indossato l’abito “Le cresime” di BIANCA E BLU, reinterpretato creativamente con l’aggiunta sul tessuto di iscrizioni e calendari. In My sister is always with me, lavoro presentato all’interno della mostra Moltitudini-Solitudini (Museion, Museo d’Arte Contemporanea di Bolzano, 2003), sette capi in jersey e una serie di accessori di BIANCA E BLU sono stati ricontestualizzati in chiave artistica. Gli indumenti destinati al guardaroba dell’artista – camicia, gonna, pantalone, trench abbinati a guanti, borsa e cloche – portano l’etichetta Bolzoni-Cariello. Per Hallenbad Project (Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato 2004) la designer ha realizzato costumi  da bagno in jersey tecnico laccato.

 

Nel 2004, in occasione della rassegna La Donna Difficile (Rimini 2-18 ottobre 2004), la designer ha ideato i costumi per la performance dell’artista Cesare Viel: To The Lighthouse. Cesare Viel as Virginia Woolf. Il lavoro è stato riproposto al PAC di Milano in occasione della rassegna Aperto per lavori in corso nell’ottobre del 2005.

 

È con i costumi per Amore (2 atti), tratto da Tommaso Landolfi e rappresentato al Ravenna Festival, che nel 2007 Monica Bolzoni ha inaugurato la collaborazione con il teatro d’avanguardia dei Fanny & Alexander. Nello stesso anno si è dedicata alla realizzazione degli abiti di scena per K.313, spettacolo tratto da Breve canzoniere di Tommaso Landolfi. Il sodalizio è proseguito nel 2009 con i costumi per O-Z There’s No Place like Home ispirato a Dorothy, il personaggio de Il meraviglioso mago di Oz. L’esperienza con i Fanny & Alexander testimonia come la fisionomia modulare e neutra del design di “Bianca e Blu” si presti ad essere reinterpratata, rivelando la natura metamorfica degli abiti e la loro capacità di essere riconfigurati anche in chiave teatrale.

 

Alle stessa modalità operativa appartiene il repertorio di immagini che si riferiscono alla mostra Mai dire Mao- Servire il Pop a cura di Gherardo Frassa (Parma, 2007). Per l’occasione e in sintonia con il progetto del curatore, Monica Bolzoni ha ridisegnato le divise e gli accessori delle ballerine de ”Il distaccamento rosso femminile” – la più importante opera teatrale della rivoluzione culturale maoista.
L’album multimediale dedica, inoltre, una pagina alla documentazione degli spazi di BIANCA E BLU dal 1981 al 2011. Fin dalla loro apertura, BB1, BB2, La Sartoria e BBland, lungi dall’essere concepiti esclusivamente per l’esposizione delle collezioni, sono stati ideati dalla designer con l’intento di valorizzare l’esperienza della fruizione e accogliere il repertorio ludico-performativo messo in atto da e con le clienti.
La quarta parte di questa sezione illustra le narrazioni visive che importanti nomi della fotografia di moda, tra i quali figurano Barbieri, Newton e Watson, hanno dedicato al design di Monica Bolzoni in una serie di redazionali pubblicati su “Vogue Italia” fin dal 1982 e su altre riviste di settore.
La sezione presenta, infine, il materiale che nel corso dell’ultimo decennio documenta la trasmissione del metodo creativo di Monica Bolzoni attraverso seminari e workshop tenuti in varie scuole e università. La designer ha messo a punto un sistema didattico capace di coinvolgere gli studenti in attività di progettazione che adattano alla moda le logiche e le modalità specifiche del design. Lo studente è invitato a individuare una propria modalità espressiva svincolata dalla moda del momento e dalla sua comunicazione. In questo senso, al centro del progetto formativo, particolare valore viene attribuito al sentire dello studente, esito di un confronto sinergico tra metodo progettuale e ricerca di una propria identità creativa. Tra le molte esperienze didattiche, va ricordato il laboratorio sperimentale di introduzione al design del vestire tenuto presso il Corso di laurea in Design della Moda (Facoltà di Design e Arti, IUAV di Venezia) dal 2005 al 2011. Il modulo di insegnamento è stato riconfigurato anche per il Corso di laurea triennale in Culture e Tecniche della Moda dell’Università di Bologna, Campus di Rimini, negli anni 2005, 2012 e 2013.